Fonte: L’Arena del 6 Settembre 2021

COOPERAZIONE Nata nel 1991, la Casa è una onlus che continua a cercare soluzioni per l’inserimento degli stranieri

L’obiettivo è reperire alloggi per extracomunitari che hanno un lavoro e pagano l’affitto La coop opera come intermediario e garante e gestisce una sessantina di appartamenti

Non basta un lavoro, serve un tetto sulla testa. È partita da questo assunto la cooperativa sociale onlus La casa degli immigrati che oggi compie 30 anni. Nata alle prime migrazioni dal Marocco verso l’Italia degli anni ’90, ha vissuto l’intensificarsi del fenomeno, senza mai perdere di vista l’obiettivo: trovare una casa in affitto per gli immigrati lavoratori, per farli partire col piede giusto verso una vita integrata nella società, lontano da derive sociali.
Costituita nel 1991 dall’avvocato Giambattista Rossi e da Carlo Melegari del Cestim (il centro studi sull’immigrazione) insieme a Loredana Aldegheri, Nandoh Niamien Laurent e ad altri fondatori, che tuttora fanno parte dei 300 soci, oggi è presieduta da Renzo Fior, del movimento di Emmaus. «Le prime persone erano del Marocco. Cercavano una casa a Verona e abbiamo iniziato acquistando i primi appartamenti in città per ospitarli», spiega Nicola Debortoli, membro del consiglio di amministrazione che segue lo sviluppo e la progettazione della cooperativa. Oggi la finalità non è cambiata ed è quella in primis di reperire alloggi per famiglie di immigrati che lavorano e possono pagare un affitto, ma che hanno difficoltà a trovare casa un po’ per diffidenza un po’ per i timori dei proprietari che temono che l’abitazione non sia ben tenuta o che l’affitto non venga pagato. «Noi facciamo da filtro tra privati e famiglie immigrate. Selezioniamo queste ultime, le seguiamo per il cambio delle utenze, per la ricerca del lavoro e l’educazione dei figli. E ci facciamo da garanti per i pagamenti e la manutenzione degli alloggi».

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