Fonte: L’Arena del 14.09.2025
Integrazione e solidarietà
È opinione ormai acquisita che uno dei migliori aspetti delle società progredite è la capacità di affrontare le marginalità con razionalità e (perché no?) con sentimento di umanità, facendo ricorso alle scienze sociali, alla psicologia, insomma a tutto quel tessuto di competenze che possono trovare una risposta ai problemi sociali. Come si può affermare che tutti coloro che hanno difficoltà a pagare un affitto sono dei profittatori incivili? È troppo facile pensare che le marginalità si risolvono chiudendole in stanze protette; è facile e francamente richiama periodi molto bui della storia umana. In una lettera pubblicata su L’Arena mercoledì 10 settembre un lettore espone le sue analisi e le sue proposte sul trattamento da riservare alle persone senza dimora e ad altre categorie di persone
che vengono considerate soggetti asociali.
Speriamo che questo lettore si renda conto che a unire il filo dei suoi ragionamenti sia, semplicemente, il razzismo. Considerare tutte le persone che soffrono di qualche forma di disadattamento colpevoli del loro stato è razzismo: come altro si può definire la “colpevolizzazione” generalizzata delle persone che per un motivo o per l’altro si trovano in difficoltà economica o ai margini della società?
Speriamo infine che questo lettore possa trovare un po’di tempo per dedicarsi, attraverso il volontariato, ad avvicinare qualche persona che lui considera tanto problematica: potrebbe scoprire che l’umanità fiorisce anche in quelle persone.
Cooperativa sociale La casa per gli immigrati
Onlus Verona

